Impronte digitali: pensieri
Rifletto sull’idea di prendere le impronte digitali ai bambini rom, apparsa in questi ultimi gg. La prima cosa che mi viene in mente è che quando sono arrivata al JFK di New York ho dovuto fare una lunga coda all’immigrazione, mi hanno controllato il passaporto, scattato una foto e preso le impronte digitali. In tutto questo, sono anche riuscita a scambiare qualche battuta scherzosa con l’addetto di turno, giusto per sciogliere il mio inglese. Tutto per una vacanza di una settimana. Una sola settimana. Le impronte digitali invece non vengono prese agli americani. Mi sono chiesta più volte il perchè… e soprattutto il perchè nessuno ha mai protestato o detto niente. In fondo sono sempre gli USA, non si protesta contro gli USA, le loro decisioni sono incontestabili. Ora, in un mondo in cui siamo ripresi da videocamere, in cui i nostri guadagni e i nostri movimenti sono elencati e schedati, in cui le nostre malattie, i risultati dei nostri esami sono nella banca dati della USL…beh, allora mi chiedo che cosa cambierebbe prendere le impronte digitali a tutti! Almeno si potrebbero risolvere la maggior parte dei casi di omicidio non premeditati! Insomma, le regole valgono per tutti…o no?
E allora prendiamole a tutti queste impronte, perché, se le prendi solo ad appartenenti minorenni di una determinata etnia, questo si chiama razzismo di stato e non è un buon segnale.
| Pubblicato 1 year ago